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  VILLA DORIA PAMPHILJ
VILLA DORIA PAMPHILJ
Foto 1: Uno dei vialetti di Villa Doria Pamphilj
Villa Doria Pamphilj, fuori Porta San Pancrazio, chiamata anche "Bel Respiro" per il suggestivo giardino, era nata nel 1644-55, con l'acquisto di varie ville limitrofe, come residenza per Camillo Pamphilj, nipote di Innocenzo X. La villa oltre ad essere la manifestazione del gusto della famiglia Pamphilj costituisce un documento espressivo del classicismo romano, molto vivo nel Seicento. La predisposizione delle fontane e delle alberature era tale da formare una sequenza scenografica. Dal 1630 vennero richiesti permessi e concessioni, accompagnati da donazioni per usufruire dell'acqua dell'Acquedotto Paolo.
Il materiale per la costruzione della villa venne reperito a Tivoli, dove oltre a Villa Adriana alla quale molto ci si ispirò, si trovavano anche altre antiche ville che ne offrivano una quantità notevole e dalle vigne che i Pamphilj acquistarono lungo la Via Aurelia Antica.
Foto 2: Il ponte pedonale che unisce le due parti di Villa Doria Pamphilj
Foto 2: Il ponte pedonale che unisce le due parti di Villa Doria Pamphilj
Il casino principale presenta tre fasi creative: la prima legata al progetto di Spada-Borromini; la seconda coincidente con le incisioni del Barriere e la terza è quella che tuttora si può ammirare. Questo edificio, grazie alla sua studiata posizione offriva proprietà astronomiche con la possibilità di stabilire sull'orizzonte la direzione sia del Tropico del Cancro che di quello del Capricorno; inoltre aveva la possibilità di dividere le logge estive da quelle invernali. L'Algardi adottò, per questa costruzione, una pianta che risolse il problema del dislivello tra il piano di accesso, esposto a nord, e quello del giardino segreto, esposto a sud. Al pian terreno gli ambienti sono disposti come segue: una sala tonda centrale, un vestibolo a sud e due sale laterali con volta a botte; originariamente la decorazione dell'interno dell'edificio era molto più ricca di quanto non si può osservare oggi. Molte delle statue di epoca imperiale e tardo-imperiale che decoravano il Casino e il Parco vennero successivamente trasferite nel Palazzo Doria al Corso mentre altre sono andate perse; dei busti dei dodici Cesari che adornavano il piazzale d'ingresso del Casino ne rimane soltanto uno.
Foto 3: Veduta del parco di Villa Doria Pamphilj
Foto 3: Veduta del parco di Villa Doria Pamphilj
Il Parco era originariamente suddiviso in due parti, il serraglio nell'area meridionale e l'altra parte monumentale e destinata a frutteto; nel mezzo si trovava una fascia di pineta. Molte delle fontane venivano alimentate da una via d'acqua che aveva origine dall'Acquedotto Paolo e che terminava in una valle formando un lago con isola. La parte monumentale del giardino fu disposta secondo il canone di giardino rinascimentale prendendo come riferimento Villa d'Este a Tivoli, Villa Lante a Bagnaia e il giardino di Palazzo Farnese a Caprarola.
A metà '800 vennero apportati ampliamenti e modifiche ed altri vennero eseguiti nei primi anni del Novecento. Nel 1960 l'apertura del tratto dell'Olimpica intitolato a Leone XIII spaccò irreparabilmente in due parti distinte il giardino; solo recentemente è stato costruito un ponte pedonale che permette il collegamento delle due parti.
Il parco di 184 ettari e 6,5 Km di perimetro è il più grande di Roma; è stato comprato dallo stato nel 1967 e aperto al pubblico nel 1966-71. Gran parte delle opere collezionate dalla famiglia Pamphilj e soprattutto da Innocenzo X sono andate ad arricchire le raccolte dei palazzi romani: Gallerie Doria, Colonna, Corsini, Borghese, Barberini e i Musei Capitolini.
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