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TERME DI DIOCLEZIANO
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| Foto 1: Veduta delle Terme di Diocleziano da un angolo di Piazza dei Cinquecento |
Le Terme di Diocleziano fronteggiano la mole della Stazione Termini, furono iniziate nel 298 per volere dell’Imperatore ,
vennero terminate e aperte nel 305-306 e sono da considerarsi le più grandiose della Roma antica.
Lo stabilimento, posto sul Colle Viminale, aveva una superficie di circa 14 ettari, poteva contenere circa 3000 persone e conteneva 2400 vasche; esso veniva alimentato da un ramo dell’Acquedotto dell’Acqua Marcia e finiva in un’enorme cisterna rinvenuta in Piazza dei Cinquecento. Il porticato che delimitava l’area prevedeva sale e ambienti destinati a vari usi.
La costruzione riprendeva lo schema delle Terme di Traiano ideato da Apollodoro di Damasco con un corpo di fabbrica centrale circondato da giardini, gruppi di sale ed esedre.
L’ingresso era sul lato nord, in prossimità dell’attuale Via Gaeta, e da esso si accedeva agli ambienti predisposti sull’asse maggiore: spogliatoi, palestre e sale per massaggi; sull’asse minore invece si trovavano: la BASILICA con il FRIGIDARIUM, il CALIDARIUM, il TEPIDARIUM e la NATATIO.
Esisteva una grande esedra delimitata dal colonnato semicircolare dell’attuale Piazza della Repubblica con gradinate, probabilmente utilizzata per spettacoli teatrali; ai suoi lati si trovavano due sale rettangolari che ospitavano le biblioteche.
Come la maggior parte dei monumenti romani anche le Terme di Diocleziano, una volta cadute in disuso divennero cava per materiale.
Alcune strutture vennero riutilizzate, in particolare quelle del tepidarium, vennero trasformate nella seconda metà del 1500, per volere di Papa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli; mentre altre vennero adattate per ospitare il Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano, una delle quattro sedi del complesso del Museo Nazionale Romano.
Delle due rotonde agli angoli sud ovest e sud est una è stata riutilizzata come Chiesa di San Bernardo alle Terme; l’altra si trova all’angolo con Via del Viminale ed è un ambiente ottagonale conosciuto come Sala Ottagona o Sala della Minerva, esso venne adattato nel 1928 a Planetario da Italo Gismondi.
Rione: Rione Castro Pretorio
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