|
TEATRO DI MARCELLO
|
 | |
| Foto 1: Veduta del Teatro di Marcello da Via del Teatro di Marcello |
Il Teatro di Marcello, secondo impianto pubblico stabile della Roma Antica dopo il Teatro di Pompeo, fu iniziato da nel
46 a.C. in una zona compresa tra il Colle Campidoglio e il Fiume Tevere, ma i lavori vennero interrotti alla sua morte avvenuta nel 44 a.C..
Nel 22 a.C. i lavori vennero ripresi da che dedicò la costruzione al nipote e genero che morì quand'era ancora molto giovane; l'impianto venne inaugurato nel 13 a.C..
Un primo restauro dell'edificio si ebbe con , che fece ricostruire parti danneggiate da un incendio avvenuto nel 64 d.C.; altri restauri avvennero sotto .
L'edificio fu abbandonato e interrato per metà del primo ordine nel sec. V, nei secoli successivi venne utilizzato come cava di materiale per la costruzione di palazzi, chiese ed altri edifici; alcuni blocchi di pietra vennero trovati inglobati nella struttura del Ponte Cestio in occasione di un restauro di quest'ultimo. Più tardi, il teatro, venne trasformato in fortezza dalla famiglia dei Pierleoni (ciò comportò forti modifiche alla struttura) e infine in palazzo patrizio, Palazzo Orsini.
Nel 1926-32 fu scavato e restaurato da Alberto Calza Bini; oggi possiamo vedere la costruzione in parte alterata dalle sovrastrutture aggiunte successivamente.
Descrizione dell'edificio
Il teatro aveva una capienza che variava tra i 15000 e i 20000 spettatori seduti, con i gradini in marmo greco e il primo anello riservato ai senatori.
La cavea, a pianta semicircolare, aveva un diametro di 130 m circa ed era divisa in tre ordini di gradinate divisi da due ambulacri in cui convergevano gli accessi (vomitoria).
La facciata esterna, alta circa m. 32, era costruita in travertino ed era a tre ordini (quelli dorico e ionico ad arcate si sono conservati), con profonde volte a botte che davano effetti di chiaroscuro. Le 41 arcate per ogni ordine, di cui ne rimangono solo 12, avevano le chiavi decorate da maschere teatrali in marmo.
Nella sottocavea si trovano grandi setti radiali in opus quadratum all'esterno e in opus caementicium all'interno, con paramento in opus reticolatum.
La scena era di forma rettangolare, lunga 87 m., costituita da un triplice ordine di colonne.
Rione: Rione Sant'Angelo
|
|