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  SCAVI DI OSTIA ANTICA
SCAVI DI OSTIA ANTICA
Foto degli Scavi di Ostia Antica
Gli scavi di Ostia Antica, che in antichità rappresentava il porto dell'antica Roma ed il cui nome deriva da Ostium (foce), comprendono un'area archeologica di importanza mondiale. La città venne fondata tra la fine del V e l'inizio del IV sec. a.C., nel punto dove allora si trovava la foce del Tevere, sul Mare Tirreno, mentre ora ne dista circa 4 Km. Nacque come cittadella fortificata e base della flotta e dal sec II a.C., con l'acquisita importanza per i commerci, cominciò ad espandersi. Successivamente, con la costruzione del porto da parte di Claudio e poi di Traiano, Ostia vide potenziata la sua funzione di centro amministrativo e direzionale dei commerci, ciò comportò una ristrutturazione urbanistica soprattutto sotto Adriano; proprio il ruolo di centro dei commerci la fece diventare una città cosmopolita dove convivevano razze e culture differenti; durante il periodo di massima prosperità contava una popolazione urbana di 75000 abitanti. Nella città i magistrati e i funzionari dell'Impero ricevettero il compito di far funzionare al meglio le attività commerciali.
Dal sec. III, sotto Costantino, la città di Ostia iniziò a declinare a favore di "Portus" sopravvivendo come centro residenziale di personaggi di spicco della società; gli ultimi restauri avvennero nell'età di Teodorico, poi i cittadini si concentrarono nell'area attuale del borgo ove Gregorio IV fondò Gregoriopoli. Il progressivo allontanamento della costa e la piena del 1557 che tagliò fuori l'ansa del Tevere (fiume morto) ne causarono la decadenza definitiva.
I primi scavi regolari vennero intrapresi sotto Pio VII e Pio IX; nuove ricerche furono avviate nel 1907. Nel dopoguerra si è proceduto soprattutto con i restauri.
Entrando nel sito e seguendo l'ultimo tratto della romana via Ostiense si trova la necropoli della città, in cui si trovano esempi di sepolture di età imperiale; passata la Porta Romana si giunge al piazzale da cui partiva il decumanus maximus (prosecuzione della via Ostiense). Sulla destra si trovano le Terme di Nettuno, separate dalla caserma dei vigili dalla via della Palestra.
Sempre sulla destra del decumanus si trovano un piccolo oratorio absidato e la curva esterna della cavea dell'impianto pubblico per spettacoli. Limitrofo il piazzale delle Corporazioni, progettato sotto Augusto; a ovest di esso si trova la domus di Apuleio al cui lato sinistro è addossato il mitreo dei Sette Cieli uno dei meglio conservati del sito di Ostia Antica.
Sul decumanus, in corrispondenza della porta orientale, si incrocia la via dei Molini che, percorsa verso nord porta ai Grandi Horrea, il più vasto edificio commerciale ostiense. L'ultimo edificio a sinistra della via della Casa di Diana è il Thermopolium, un'osteria del sec. III. Proseguendo a destra, nella via del Caseggiato dei Dipinti, oltre il caseggiato dei Doli si prospetta il quattrocentesco casone del Sale che oggi ospita il Museo Ostiense.
Nel tratto nord del Cardo Maximus, all'incrocio con il Decumanus, si apre il Foro con il Capitolium, il tempio maggiore della città. Sul fronte est del Foro si trova il Caseggiato dei Triclini e alle spalle le Terme del Foro, mentre sul lato ovest la Basilica Giudiziaria; oltre si incontra il Tempio Rotondo.
Di particolare importanza anche l'Area Sacra Repubblicana con la Domus di Amore e Psiche, le Terme dei Sette Sapienti, la zona residenziale con l'Insula delle Muse e le Case a Giardino, ritornando sul Decumanus si prospettano interessanti edifici come la Schola del Traiano, più avanti due Tabernae di Pescivendoli, il Santuario di Cibele e ritornando verso l'ingresso degli scavi la Domus del Protiro. Poco oltre il Teatro, il Decumanus incrocia gli Horrea di Hortensius i più antichi visibili a Ostia.

Indirizzo: Viale dei Romagnoli n° 717
Località: Ostia
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