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FIUME TEVERE
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| Foto 1: Veduta del Fiume Tevere con la Cupola della Basilica di San Pietro sullo sfondo |
Il fiume Tevere era anticamente chiamato Albula dal colore chiaro delle acque, il nome attuale deriverebbe invece dal re Tiberino annegato
nelle sue acque.
La sorgente si trova sul Monte Fumaiolo, in provincia di Forlì, e sfocia nel Mar Tirreno all'Isola Sacra, percorrendo circa 405 chilometri.
Il fiume per secoli è stato interamente navigabile, attualmente a causa delle soglie, costruite all'altezza dell'Isola Tiberina per regolare il flusso del fiume, la navigazione è divisa in due tratti uno dall'isola verso il monte e l'altro da Ponte Marconi verso il mare.
Il Tevere a differenza di tanti altri fiumi, che attraversano città europee ma anche italiane, è così strettamente legato a Roma che non ne può essere separato; nel suo percorso urbano costeggia e riflette alcune di quelle opere che fanno di questa città quel luogo unico che rappresenta: i monumenti imperiali, il Ponte Sant'Angelo con le sue statue, la cupola della Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini e le alture del Gianicolo e del Colle Aventino.
Il fiume ha restituito alla città anche alcuni dei molti tesori che vi sono stati "nascosti" come per esempio armi di varie epoche emerse dal dragaggio delle sabbie superficiali, l'Apollo Fidiaco presso Ponte Palatino, il Bacco del Tevere presso Ponte Garibaldi e l'Atena marmorea presso Ponte Rotto.
Il Tevere ebbe un ruolo indispensabile soprattutto con il taglio degli acquedotti perché divenne l'unica fonte di sostentamento per una Roma disfatta; oltre a fornire acqua potabile rappresentò anche una forza motrice per macchine come i mulini e diede ragione di vita a molte categorie di lavoratori, inoltre rimase come via di contatto per i trasporti con la Sabina.
Nonostante tutto i romani non amavano questo fiume che con le sue inondazioni, che potevano uscire da Ponte Milvio inondando le campagne ed entravano in città da Porta del Popolo lasciando morti, distruzione e a volte pestilenza; la Fontana della Barcaccia in Piazza di Spagna ricorda una barca trascinata in quel punto proprio da una piena del Tevere. Le inondazioni di particolare violenza furono: quella del 1598, in cui ci furono tremila morti e quella del 1870 in cui ci furono 121 ore di inondazione, dopo tale inondazione si predispose e attuò il piano di costruzione dei muraglioni per il contenimento delle piene del fiume.
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