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  COLLE CELIO
COLLE CELIO
Foto del Colle Celio
Il Celio, chiamato originariamente Mons Querquetulanus (monte delle querce, dal bosco di querce che lo popolava) successivamente Mons Caelius (dal condottiero etrusco Celio Vibenna che, secondo la leggenda, per primo conquistò il colle), è quello più a sud dei sette colli su cui avvenne la fondazione di Roma. Questo colle, insieme all'Esquilino, è l'unico a dare il nome all'omonimo rione, sorto nel 1921, che lo comprende quasi totalmente.
Anche se risulta essere periferico e tuttora il meno edificato, nella Roma classica risultava pieno di edifici pubblici, religiosi e di Domus patrizie; in particolare sul lato verso il Colosseo si trovava il Tempio del Divo Claudio, dedicatogli da Messalina, che occupava tutto il lato nord.
Dai resti ritrovati nella zona si è identificata una fase edilizia cospiqua nel sec. II e la creazione di Domus nel sec. IV trasformandolo in uno dei quartieri più aristocratici della città. Nella parte extraurbana sorsero molte caserme con i loro mitrei, come quello venuto alla luce sotto la Chiesa di Santo Stefano Rotondo, appartenente ai Castra Peregrina (corpi speciali dell'esercito romano).
L'altura era inoltre attraversata da quattro acquedotti (tra i quali ricordiamo: l'Acquedotto dell'Acqua Appia, l'Acquedotto dell'Acqua Marcia, l'Acquedotto Neroniano); di questi impianti che servivano per portare l'acqua ai palazzi imperiali del Palatino, tre erano sotterranei e un quarto su arcate di cui rimangono tuttora alcune tracce.
Gli edifici del Celio vennero fortemente danneggiati dal Sacco di Alarico del 410, inoltre la zona subirà le conseguenze della guerra greco-gotica e del taglio degli acquedotti da parte di Totila nel 547; tutto questo portò all'inizio di una fase di abbandono, seguita da una fase di edificazione di chiese e monasteri (ad est si trovano la Basilica di San Clemente, la Chiesa dei Ss. Quattro Coronati e la Chiesa di Santo Stefano Rotondo).
La zona rimase scarsamente edificata fino al 1870, anno in cui iniziò il progetto urbanistico di "Roma Capitale" che previde varie opere tra cui la costruzione dell'Ospedale Militare; nel 1890 venne completato il piccolo quatiere popolare del Celio e nel 1931 venne allargata Via della Navicella per collegare la cima del colle con Porta Metronia.
Il colle ha un'estensione complessiva di circa 60 ettari e raggiunge la sua massima altezza in Villa Celimontana con 51 metri. Su una delle cime del Celio si trova Piazza della Navicella con l'omonima fontana e con il portale d'ingresso a Villa Celimontana; sulla Piazza Santi Giovanni e Paolo sorge la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo.
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