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COLLE AVENTINO
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| Foto 1: Veduta della cupola di San Pietro dalla serratura del portone del Complesso dell'Ordine dei Cavalieri di Malta |
L'Aventino (Mons Aventinus) è uno dei sette colli su cui avvenne la fondazione di Roma e secondo la leggenda il luogo ove e Remo
prendono gli auspici per la fondazione della città.
L'altura venne a far parte di Roma fin dal tempo di (VII secolo a.C) e venne inclusa nella cinta di mura dal sec. III (in Piazza Albania si possono ammirare ancora dei resti delle Mura Serviane); rimase però disabitata e fuori dai confini della città per tutta l'epoca repubblicana, forse proprio per questo fu luogo di templi dedicati a divinità straniere. In età imperiale diventa un quartiere di ricche Domus patrizie e rimane tale fino al sacco del 410 dal quale non si riprende più; le domus vennero via via trasformate in chiese e monasteri, fino al declino totale avvenuto nel VI secolo.
Originariamente era separato dal Colle Palatino dalla Palude Murcia a nord-est, mentre a nord si trovava l'accesso principale, verso il Velabrum.
Il colle, che ha una superficie totale di 31 ettari e un'altezza di 47 metri, presenta due cime: quella nord, chiamata Grande Aventino, dove si trovano le chiese di Sant'Anselmo, Sant'Alessio, Santa Prisca e la Basilica di Santa Sabina accanto alla quale si trova il Parco Savello (meglio consciuto come Giardino degli Aranci) che offre un ottimo panorama della città; sulla cima sud, detta anche Piccolo Aventino, sono invece presenti le chiese di San Saba e di Santa Balbina.
Tra le due cime passa Viale dell'Aventino che collega il Testaccio con Piazza di Porta Capena. Di particolare interesse in Piazza dei Cavalieri di Malta è la visuale che offre la serratura del portone del Complesso dell'Ordine dei Cavalieri di Malta, che inquadra la cupola della Basilica di San Pietro.
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